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Nebbia_a_Venezia

E’ fosco l’aere il cielo e’ muto, ed io sul tacito veron seduto, in solitaria malinconia ti guardo e lagrimo, Venezia mia!

Fra i rotti nugoli dell’occidente il raggio perdesi del sol morente, e mesto sibila per l’aria bruna l’ultimo gemito della laguna.

Passa una gondola della città. “Ehi, dalla gondola, qual novità ?” “Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca!”

Quando penso a Venezia è questa l’immagine personale che appare nei miei pensieri. E’… strano ma ho rinunciato da tempo a cercare di capire alcuni circuiti mentali.

Venezia è, indubbiamente, un posto dagli strani fascini, dove è più semplice e facile sentire risuonare l’eco del passato. Ho l’enorme fortuna di averla vista quasi in ogni stagione, gremita di turisti e pressocchè deserta.  Ricordo ancora con nostalgia una notte di Settembre, durante il Festival del cinema, con una Piazza San Marco irriconoscibile, avvolta nelle ombre della notte mentre gli spazzini la preparavano per il giorno successivo. Rammento un Aprile lontano, con l’acqua che minacciava di salire e un Dicembre dal sole pallido in cui era facile sognare e lasciarsi ammaliare dalle ombre.
L’ultima volta, nel 2012, l’ho vista, per la prima volta, in Agosto. Un Agosto caldo ed afoso, mitigato appena da una più che piacevole brezza marina.
Sono arrivata al mattino, verso le nove e mi sono diretta verso San Marco, dove avevo appuntamento con alcuni amici britannici (una di loro è scozzese, quindi meglio esser precisi!) per i quali Venezia era una tappa della crociera.
Fossero arrivati con me, mi sarei diretta subito a piazzale Roma, primo per ammirare il Ponte di Calatrava.

credits: http://livingcamposantamargherita.files.wordpress.com

Venice – Calatrava’s bridge

e secondo, per prendere il vaporetto e percorrere tutto il Canal Grande fino a Piazza San Marco. In questo modo, con una passeggiata di pochi minuti, si ottengono due risultati: vedere una delle opere moderne di Venezia e conquistare la punta del vaporetto per ammirare a proprio agio tutte le dimore che si affacciano sul Canale. Non dimenticherò mai l’espressione stupita di un’amica olandese mentre le dimore patrizie sfilavano davanti ai suoi occhi: ed è sempre un bellissimo modo per arrivare in San Marco.

Venice

Venice – calli

Visto che ero sola ne ho approfittato invece per disperdermi nelle calli, ammirando una città che si stava preparando ad accogliere la folla di turisti. Ho amato ognuno di quei minuti che mi sono ritagliata, seguendo alcuni dei punti segnalati da una guida che mi sento di consigliarvi: I Misteri di Venezia. (Spero di riuscire a farci un post adeguato).

Il tour che abbiamo fatto è stato classicissimo: prima la Basilica di  San Marco (vi ricordo che potete comprare i biglietti alla modifica cifra di 1 € cadauno per saltare la fila. Basta andare sull’apposito sito comprare e stampare i biglietti. Occhio che occorre proprio stamparli!).

La tappa successiva è stata Palazzo Ducale, anche qui i biglietti sono prenotabili dall’apposito sito. Avrei voluto anche condurli alla Torre dell’Orologio, ma ahimè il tempo era tiranno.. Così li ho portati a pranzo al Vecio Fritolin: uno splendido rapporto qualità/prezzo (ricordiamo che Venezia non è esattamente una città economica!). Siamo, ovviamente, passati dal Ponte di Rialto e ho cercato di far ammirare loro un paio di scorci.

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Venice – calli

Dopo pranzo abbiamo fatto un giro all‘Arsenale: un posto che io ho sempre adorato.

Venice - Arsenale

Venice – gatto su finestra

e poi purtroppo era già ora di rientrare. L’ultima foto che vorrei postare è quella che ho fatto dal treno arrivando in stazione, quasi una promessa che potrò spesso tornare…

Venice - la laguna

Venice – la laguna

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